Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/315

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lo videro comparire davanti come un morto risuscitato; neppure la moglie lo riconosceva. E quando egli sentì dirsi: — Questa è tua figlia! — guardò la ragazza con tanto d’occhi. — Ringraziamo Iddio! — rispose secco secco. La moglie capì, e si mise a piangere. Il Rospo era diventato verde come l’aglio, raccontava mio padre. Tutti i vicini, che erano accorsi, si posero in mezzo in difesa della moglie. E il Rospo chinava la testa: — Sì, sì; va bene. Che ho detto? Ringraziamo Iddio! — Ma metteva paura, raccontava mio padre... Scusi, voscenza — soggiunse il massaio, rivolgendosi di nuovo al marchese che sembrava ascoltasse distrattamente. — Io non so raccontarla bene questa storia; non c’ero allora, non ero neppur nato; ma la ho udita tante e tante volte da mio padre, che posso ripeterla con le sue stesse parole....

— E s’impiccò pel tradimento? — domandò un altro contadino.

— Ma che! Tutti credevano: — Ora ammazza la moglie! — Niente. Dal giorno dopo, egli riprese il suo mestiere di gessaio. E con la moglie non una parola, non un gesto; se non che, di tratto in tratto, conduceva via la figlia alla fornace dove cuoceva il gesso. E la moglie tremava: — Che farà? Scannerà quella povera creatura? — Non osava di fiatare però. E i vicini, zitti; avevano paura di lui, tornato dalla galera, con quel viso smorto smorto