Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/316

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 312 ―

che inverdiva sempre peggio dell’aglio, come se il sole e l’aria non riuscissero ad abbronzarlo. Per farla breve.... Vergine benedetta! Pare impossibile!... Ormai egli era convinto che quella non fosse sua figlia; anche la disgraziata se ne era convinta, indotta da lui; e cominciò ad odiare la madre. Ogni giorno, bisticci, parolacce, quando non andava alla fornace col padre.... Finalmente, la madre se n’accorse. Piangeva da mattina a sera nei giorni che restava sola. Le vicine: — Che avete, comare? — — Ho la maledizione di Dio in casa! — Non si spiegava. Poi, la cosa diventò palese a tutti.... Bisognava esser ciechi per non capire. Quella sfacciata non si conteneva.... Insomma la povera madre doveva vedere e tacere. Fosse stata un’altra donna.... sia! Ma la propria figlia! Uno scandalo immenso! E i vicini facevano finta di non avvedersi di niente, per paura del galeotto.

— Cristo! Fece bene, giacchè non era sua figlia!

— Non parlate così, compare Cola — riprese il massaio. — Era proprio figlia sua! Un giorno la moglie cade malata, arriva in punto di morte, e prima di ricevere i sacramenti, glielo giura davanti al sacerdote con l’ostia consacrata in mano, davanti a tutti. — Sto per presentarmi al cospetto di Dio! — Oh! In punto di morte non si mentisce. E due giorni dopo.... Mio padre raccontava: — Avevo bisogno di un carico di gesso, e domando alla figlia: