Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/321

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Anche gli altri due si alzarono da sedere.

— Buona notte, voscenza!

Il marchese accennò col capo una risposta al saluto, e si fermò in mezzo allo stanzone.

— Destino! — esclamò il massaio. — Che vuol farci, eccellenza? Pietre dell’aria, che ci cascano addosso quando non ce le aspettiamo! Se permette, mi butterò sul letto di Titta, caso voscenza avesse bisogno di qualche cosa.

E prese in mano il lume per accompagnarlo.

— Sì — rispose il marchese.

Il cortile era inondato dal lume di luna. Nella gran pace notturna si sentiva, in lontananza, una voce che cantava.