Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/340

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cavaliere, e atteggiava le labbra a un sorriso stentato indovinando a chi andasse la risposta di don Aquilante.

— Mio cugino è incorreggibile — egli disse mentre il cavaliere rideva.

— Ha però in serbo le solite reliquie per quando si vede in pericolo! — rispose don Aquilante senza scomporsi.

— Se credete di chiudermi la bocca col rinfacciarmi una debolezza di moribondo! — esclamò il cavaliere. — Ecco, ora son qua in perfetta salute e posso tener testa a voi e a tutti i preti della terra. E a Margitello farò un bel brindisi al Diavolo davanti a la botte grande col migliore vino della Società....

Evviva Satana!
Ribellione,
O forza vindice
Della ragione!...

Li ho letti ieri in un giornale; versi di un gran poeta, diceva il giornale.

— Ai poeti è permesso affermare e negare nello stesso tempo.

— Affermare e negare?...

— Se non m’intendete, è colpa mia forse? Voi vi figurate di fare chi sa che cosa con un brindisi al Diavolo. Credete in lui dunque; e vi proclamate libero pensatore!