Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/55

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l’avvocato che veniva, come le nottole, sempre di sera; o qualcuno dei garzoni di Margitello mandato dal massaio a chiedere ordini, perchè nessuno voleva assumersi la responsabilità d’una risoluzione qualunque.

Il garzone andava via grattandosi il capo. Oggi, un ordine; domani, uno contrario. E se esitava: — Bestia! Avresti dovuto capire! — Ci andava di mezzo lui.

Mamma Grazia lo compativa:

— Se non si fa la causa, questo inferno non finisce!

Ma ora che si trattava di giorni il marchese era di peggior umore del solito e sbraitava con don Aquilante:

— Che istruttoria mi andate contando? Che processo?... Tutto è imbastito male. Le testimonianze? Le prove? Basterà un soffio dell’avvocato della difesa per buttarle giù! Saremo daccapo. Dovrò stare ancora mesi e mesi con l’animo sospeso...

— Perchè? È curiosa questa!

— Perchè se io me ne lavo le mani, diranno: — Al marchese non glien’è importato niente del povero Rocco! Chi muore giace e chi vive si dà pace — E verranno fuori nuovi funghi... Vedrete.

— Perchè? È curiosa questa!

— Vi sembra curiosa, perchè voi non vedete altro che la causa, la bella causa e la bella difesa che farete... E se il giurì manderà assolto Neli Casaccio?... Qualcuno... l’ha ammazzato il povero Rocco, giacchè