Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/58

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cere una lite? Occorrevano prove? E scriveva al suo agente, in paese: — Manda sùbito, sùbito, un’altra carrettata di testimoni! — Si compravano a due tarì l’uno!... Falsi, s’intende! Il marchese grande, oh! oh! non guardava tanto pel sottile! La razza, su certi punti, è rimasta la stessa. Quando un Roccaverdina prende un dirizzone, è capace di tutto, nel bene e nel male!... Anche a costo di far scavezzare il collo a chi non c’entra....

— Badiamo, marchese!

Il marchese però scendeva da cassetta appunto quando, raggiunta la pianura, lo stradone filava dritto a perdita d’occhio, tra il frinire delle cicale su per gli ulivi e il zirlare dei grilli tra le stoppie.

— Dicono che avremo la ferrovia fra quattro o cinque anni.

— Anche i treni prendono la mano ai macchinisti negli scontri — rispose il marchese, sorridendo stranamente. — E con le macchine è inutile gridare: Badiamo, marchese!