Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/66

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suntuoso che diceva sempre no quando uno diceva sì, per vizio d’indole, per abitudine....

— E perchè me lo dice in faccia? L’ho fatto forse io il processo? L’ho discussa io la causa? L’ho condannato io Neli Casaccio?

E, tornato a sedersi, riprendeva la relazione daccapo, minuziosamente, referendo le testimonianze a una a una, e l’arringa del Procuratore del Re, e le arringhe degli avvocati....

— Tanto, a me che può importare se hanno condannato uno invece di un altro? È affare dei giurati, dei giudici della Corte.... Disgraziatamente, — conchiuse, — per gli assassinii che commettono i medici ignoranti non c’è processi nè Corte di Assise!...

Ma il dottor Meccio non potè rispondere a questa frecciata. Era andato via borbottando:

— Se il marchese si figura che il Casino sia la spianata del Castello!