Pagina:Il Mistero del Poeta (Fogazzaro).djvu/109

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il mistero del poeta 105

lei e mi assicurò che da oltre un mese non si vedeva più. Supposi allora che fosse a Roma presso i suoi parenti, e partii tosto per Roma.

Ricorderò sempre quanto palpitai alla stazione di Albano, vedendo alle spalle una giovane signora, alta, bionda, che camminava come lei. Non era lei. Salì nel mio coupé e vidi che somigliava un poco a Violet anche in viso. Non so come la guardai; certo il mio sguardo ebbe qualche cosa di singolare, perchè ella arrossì e si mise tosto a discorrere co’ suoi compagni. Era tedesca, bellina, aveva una voce piuttosto aggradevole e trovava che il lago di Nemi era märchenhaft. Io trovavo in lei un’ombra di Violet. Gentile straniera, avete indovinato perchè vi guardavo? Ella rispondeva talvolta al mio sguardo senza civetteria, con una limpida meraviglia. Quando non guardavo lei, guardavo col cuore oppresso il solenne deserto e le rovine spettrali della Campagna. Mi si affacciava, mi tornava sempre, malgrado me stesso, l’idea della morte di miss Yves, di una lunga vita deserta e gelata.

Corsi al cimitero dei protestanti. Non dubitavo