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il mistero del poeta 187

tava delle rose sciolte. Una piccola rosetta incarnatina cadde sulle fotografie.

Miss Yves cominciò il suo racconto sottovoce, con gli occhi fermi alla rosetta. Parlando e parlando prese il fiore nelle mani, che si aprivano e si chiudevano con lenti moti convulsi, e non lo lasciò più.

Mai non vorrei raccontar per disteso la sua storia dolorosa e forse non lo potrei neppure. Molte cose non intesi, ed ella soffriva tanto nel dirle che non osavo pregarla di ripeterle. Io stesso soffrivo e preferivo cento volte non intender tutto.

Fino ai diciannove anni ell’aveva pensato che la sua imperfezione le togliesse di esser amata. Uscita di questo errore si era sulle prime alquanto difesa, poi aveva risposto alla passione con tale fuoco ed impeto che non si credeva capace di amare così mai più.

La udii raccontar le vicende angosciose di questo amore dicendo tutto, fermandosi quando la parola era dura a metter fuori, non togliendo mai nè le mani nè gli occhi vitrei dalla rosetta. La sua voce diventava sempre più rotta, som-