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308 il mistero del poeta


— Vuoi che ci restiamo? — risposi. — A vivere e morire?

— Oh no!

Aveva detto «oh no» così risolutamente! La guardai, sorpreso. Ella pure mi guardò, ma sorridendo. Si vedeva che aveva una parola sul cuore. Susurrò: — Dove fiorisce l’agave? — e un lieve color di rosa le corse in viso. Parlavamo in italiano, nè so perchè io le abbia allora risposto in inglese, come se qualcuno avesse potuto comprendere:

I kiss you.

Si tacque ancora un poco, e poi Violet mi pregò a dirle i versi dell’agave:

Ecco, superbo ascende il fior dell’agave
Arde nel cielo splendido il mio sol.

Li recitai o soggiunsi tosto che non pensavo più alla gloria, che pensavo solo ad esser felice con lei, per lei, di lei sola. Meglio se potevamo nascondere la nostra vita in qualche umile paese come Geisenheim.

Violet mi guardava con uno sguardo smarrito, velato, e accennò di no. Solo dopo qualche tempo