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334 il mistero del poeta

singolare e ne vennero questi versi composti sul battello a vapore, andando a Magonza:

Nel mio mortal tu vivi, imago eterna:
     Ami negli amor miei, ne’ pensier pensi,
     E, più divisa da’ terreni sensi,
     A la mia coscienza sei più interna.

Giusto ministro a Dio, quivi governa
     L’occhio tuo, speglio a’ Suoi chiarori immensi;
     Levando in core mal vapor non viensi
     Che l’ombra ei non ne segni e non ne scerna.

Ma se da te rimorso, idea severa,
     Dico tremante la fralezza mia
     A la mortale tua persona vera,

Sorridendo mi bacia tanto pia
     Ch’io veggo in te come in arcana spera
     Quanto il Signor giusto e clemente sia.

Violet era rimasta a Rüdesheim perchè certi suoi conoscenti di Norimberga le avevano promessa una visita; ed io avevo scelto quel giorno per andare a Magonza dove intendevo acquistare un dono per lei.

Tornai con un braccialetto assai semplice e con questi versi di cui ella comprese subito il concetto benchè avesse bisogno di qualche spie-