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386 il mistero del poeta


— Ah Ella è qui! — fece Steele. — Passando dall’Hôtel Krass m’era parso veder un’ombra entrar nella stradicciuola fra il giardinetto e l’albergo e credevo fosse Lei.

Quest’ombra nei pressi dell’Hôtel Krass mi colpì e mi dispiacque. — Oh — disse Steele — sarà stato un forestiere romantico.

Mi presentò l’altro signore, e poi, impaziente di farlo vedere in quel costume, corse a chiamar sua moglie che rise in faccia al povero diavolo senza tante cerimonie. Venne subito anche Violet ma nè lei nè io avevamo voglia di ridere malgrado i cenni e le smorfie dell’amico Paolo. A mezzanotte fummo chiamati a cena con grande stupore del signor Bröhl, mio testimonio, il quale prese il suo coraggio a due mani e domandò segretamente a me se queste nozze si facevano davvero o se non era tutta una graziosa burla del suo ottimo amico.

La cena non riuscì molto allegra malgrado le brillanti descrizioni che Paolo veniva facendo della sua visita notturna al signor Bröhl. Violet ed io non eravamo in grado di prender cibo, e ci erano poi anche troppi lumi, faceva un gran