Pagina:Il Santo.djvu/96

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84 capitolo secondo

del solito e tuttavia sentirono ambedue, senza dirselo, che qualche cosa li tratteneva dal bacio dell’amore.


Jeanne, appena Noemi ebbe chiuso dietro a sè l’uscio della loro camera, le si avvinghiò al collo, ruppe in singhiozzi irrefrenabili. La povera Noemi, avendo compreso, per l’effetto vedutone, che quell’ecclesiastico passato in fretta davanti all’amica sua era Maironi, si struggeva di pietà. Disse parole della più ardente, della più soave tenerezza con la voce di chi blandisce un bambino che soffre. Jeanne non rispondeva, singhiozzava sempre.

«È quasi meglio, cara» si arrischiò a dire Noemi «è quasi meglio che tu sappia, che tu non possa illuderti; è quasi meglio che tu lo abbia veduto con quell’abito!»

Stavolta udì rispondersi, fra i singhiozzi, tanti appassionati «no, no» così strani nel loro impeto quasi non doloroso, che ne rimase interdetta. Riprese quindi i suoi conforti ma più timidamente.

«Sì, cara, sì, cara, perchè non essendoci più rimedio…»

Jeanne alzò il viso tutto lagrimoso.

«Non capisci che non è lui?» diss’ella. Noemi si sciolse, stupefatta, dalle sue braccia.

«Come, non è lui? Tutto questo perchè non è lui?»