Pagina:Il Santuario della Madonna del Sasso Firenze 1884 Images.djvu/12

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ralleli alla corsia dell’Oratorio, e che pure vanno a far capo sotto il loggiato.

Sono in questa chiesa sette altari, compresovi l’altar maggiore, o altare della Madonna. Questo è d’ordine dorico, con colonne staccate e con varii ornamenti: la mensa è di marmo, e nel mezzo del prospetto ha un ovato, chiuso da grata di ferro, donde scorgesi il sasso sopra del quale si assise la SS. Vergine quando comparve alle due guardianelle. In mezzo alle colonne dello stesso altare è posto il tabernacolo d’argento (sostituito in questi ultimi tempi all’antico, come poi diremo) dentro cui conservasi la tanto miracolosa immagine di Maria SS. In questa pittura, delle figure che sono presso la Madonna, una rappresenta S. Giovan Battista, l’altra il martire S. Lorenzo. La piccola figura poi che sta in atto di adorazione davanti alla Madonna, credesi che sia il pittore, o meglio la persona che ordinò la pittura, come si rileverebbe dall’essere in abito signorile, e dall’avere appeso al petto un ordine. Sopra il capo della Vergine e del Bambino Gesù, che ella tiene in braccio, sono due corone d’oro; una d’argento sul tabernacolo, e più in alto un baldacchino dorato. Alcune vetrine, contenenti buona quantità di voti d’oro e di argento, stanno attorno al tabernacolo; ai lati due statuette d’angeli nella loro nicchia, messi in adorazione; e al di sotto, dei bassorilievi che figurano alcuni misteri della vita di Maria SS.

Di contro ai lati dell’altare, e precisamente presso agli angoli della tribuna, due porte ornate di modinature danno accesso alla sagrestia: e sopra ciascuna una formella centinata contiene un bassorilievo in pietra tinta a stucco, l’un de’ quali rappresenta un Ecce Homo, l’altro la Vergine Addolorata. Per una di queste porte che mettono in sagrestia, per quella cioè in cornu Evangelii, si ha l’accesso alla scala del sotterraneo, ove trovasi il luogo preciso di dove fu staccato il sasso che abbiamo detto vedersi al disotto dell’altare. Quel sotterraneo, che