Pagina:Il Trentino.djvu/229

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
208 il trentino.

Mori. Sembra che le genti, che facevano uso dei molteplici oggetti di pietra ritrovati in queste stazioni, fossero i Liguri, che lasciarono di sè le maggiori testimonianze sulle sponde del Verbano, del Lario e del Garda. Osservandosi l’affinità degli oggetti trovati sulle rive del Benaco con quelli trovati a Loppio nella Val d’Adige, si volle congetturare da alcuni, e la tesi venne dai più accettata, che le genti tridentine dell’età della pietra fossero penetrate nel Trentino dalla valle del Po per il lago di Garda. È certo ad ogni modo che i Liguri dalle Alpi e dall’Italia settentrionale si abbassarono nella regione appenninica, quando li colse alle spalle l’urto di altre popolazioni.

I monumenti dell’età del bronzo nel Trentino sono distribuiti su una zona analoga a quella, che racchiude quelli dell’età litica; solo si ritrovano più addentro nel cuore delle valli, fino a Bondo e Breguzzo p. e., nelle Giudicarle; inoltre si rinvennero nella Valle d’Avisio a Ziano e in parecchie località della Valsugana. Bisogna però tener distinte le stazioni del bronzo del Trentino orientale, da quelle dell’occidentale, che, a quanto pare, non vi fu fino all’età del ferro comunanza di sorta fra le popolazioni poste alla destra e quelle alla sinistra dell’Adige, e le prime sembrano appartenere alla schiatta degli Itali, le altre alla famiglia veneta.

Centro della sede storica della famiglia degli Itali fu la valle del Po; la via per cui penetrarono nella penisola è dubbia, forse dalle porte orientali, forse dalle valli alpine. Si stabilirono nei luoghi stessi dove prima aveano dimora i Liguri, talché le palafitte del Piemonte e della Lombardia segnano nei vari strati la sovrapposizione dei due popoli. Nel Trentino non si scoprirono le palafitte, in uso presso queste genti; però vi mancano tutte quelle specie di oggetti, che non si rinvengono nelle terramare, mentre si trovano quelli in uso presso gli Itali, e la maggior parte delle scoperte si fecero presso laghi e fiumi. V’è poi chi congettura che alcune località come Presano lungo l’Adige (dove molti monumenti trovati al principio del secolo furono per incuria trascurati) e i Campi Neri nell’Anaunia sieno vere terramare. Gli Itali probabilmente non passarono l’Adige, o, fattone il tentativo,