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254 IL BUON CUORE


Se Geppino è stato un po’ freddo meco, mi aspetto addirittura una spostata da Massimo, e dei solenni musi da questi bravi torinesi — non mi sorprenderebbe neppure che dessero segno del loro malumore anche a Pappà stesso, eccezion fatta forse del solo marchese Alfieri, che considera il trasferimento della capitale come una necessità qual’è e lo accoglie con animo sereno. Ma figurati che Sclopis arrivò a dire l’altro giorno che: «se Manzoni commettesse la gravissima mancanza di venire a Torino, la responsabilità sarebbe di Giorgini». Si vede proprio che questi signori conoscono poco Pappà, che ne hanno un concetto molto inferiore a quello che merita, e che per conseguenza si esagera grandemente il potere della mia influenza su di lui. Dovrebbero sapere che egli è ben chiaro e ben fermo nelle sue idee e nei suoi propositi, e che poche idee ha più chiare e più ferme di quella di volere che si vada a Roma. Per lui è evidente che l’andare adesso a Firenze significa incamminarsi sulla via di Roma e non saremmo certo capaci nè io, nè Massimo, nè Donna Costanza nè altri, di fargli cambiar rotta: ha in testa più fitto che mai il chiodo di Roma, ed è sempre pieno di fiducia che a Roma ci potremo andare col pieno consenso della coscienza cattolica. Non spera nulla da Pio IX ma spera molto dal Papato, e sogna ancora, come lo sognava quando scrisse l’Adelehi, di poter vedere sulla Cattedra di S. Pietro un Papa «re delle preci». Attende dal Papato delle così grandi cose, che, secondo me, perché si potessero veder attuate dovrebbe esser Papa lui!

Per conto mio, nonostante il gran discorrere che ne abbiamo fatto con Pappà, ho perduta da un pezzo, come sai, ogni fiducia in un possibile accordo dello Stato colla Chiesa sulla quistione romana. Del resto, se non c’è buona fede al Vaticano, non potrei asserire che ci sia completa buona fede fra i nostri amici.... Comunque sia, l’intesa colla Chiesa su questo punto non riuscì al Conte di Cavour e non riuscirà a nessuno, almeno per molto tempo ancora.... e il seguitare a trastullarsi coll’idea della conciliazione è vana illusione quando non è passatempo accademico. Se per andare a Roma vorremo aspettare che il Papa ci dia lui il passaporto, non ci anderemo mai I Se noi vorremo andarci senza tener conto delle sue proteste, lo potremo forse fare, quando ce lo consente la Francia.... ma in tal caso porteremo nelle coscienze degli italiani cattolici e dei cattolici di tutto il mondo, un perturbamento tale di cui non è facile prevedere le conseguenze prossime e remote interne ed universali....

Vedi bene che io, come al solito, a forza di guardare e riguardare tutte le questioni da ogni loro lato e spigolo, vivo con l’animo agitato dal dubbio, che annienta qualunque energia. Felici i sicuri! essi vedono le cose dalla parte dove ci batte la luce, e non curano i lati ravvolti nelle tenebre — cosi, vedendoci chiaro, camminano diritti per la loro strada; se la strada vada poi a sboccare proprio dove vorrebbero, questo è un’altra quistione.... ma solo chi crede di andar bene, cammina spedito, e chi si arresta, come faccio io, ad interrogarsi e a scandagliare ogni voltata, s’indugia e non arriva in fondo.

Basta: torniamo a bomba! Per ora intanto verremo a Firenze, non credo che il Senato potrà votare prima di sabato: dopo il voto io riaccompagnerò Pappà a Milano, e so che anche il Babbo ha una mezza intenzione di unirsi a noi. Certo il Babbo non tornerà in Toscana che dopo il voto, e per conseguenza tu dovrai rimaner sola ancora per qualche giorno: io me ne cruccio, e non puoi credere come questo pensiero della tua solitudine mi si affacci spesso i.iportuno. Non incoraggerò dunque il Babbo a venire con noi a Milano, e te lo rimanderò al più presto possibile. In quanto a me non potrò venire purtroppo fino alte vacanze di Natale, perché sono parte principale di varie commissioni, che mi hanno eletto relatore, ed ho un daffare intenso e continuo.

Ma ecco Pappà che mi viene davanti tutto ripulito e rilisciato, e mi dice di mandarti un abbraccio anche da parte sua. Vado ora a cercare del Babbo, che gli Arconati vogliono a pranzo qui sta-
sera — cercherò anche di Massimo lusingandomi che non mancherà di venir a trovare Pappà....

Addio, Vittorina mia, spero di trovar ora alla Camera una lettera tua che mi porti le tue relativamente buone nuove, e mi dia notizie ottime di Giorgino della nostra Matildina: abbracciali una volta di cuore come sempre. cara Vittorina mia.

il tuo Bista.

Resta che di questa pubblicazione ringraziamo, e con noi il lettore ringrazi la gentil signora Matilde Schiff, figlia al compianto amico e a colei cui la lettera è indirizzata, ed esprimiamo il desiderio, che poi da altri sarà partecipato, che presto si risolva a ordinare e dar ín luce tutto l’Epistolario di G. B. Giorgini alla confidente di ogni suo pensiero ed affetto, nell’avventuroso periodo del nazionale Risorgimento.

Echi del Congresso geologico

nel territorio lecchese e nella Valsassina

La Società geologica italiana che risiede in Roma ha raccolto in un volume gli atti dell’importante Congresso geologico nazionale tenutosi lo scorso settembre a Lecco ed a Milano per iniziativa della Società geologica stessa, presieduta dall’on. Mario Cermenati. Al Congresso parteciparono 120 geologi e mineralogisti di ogni parte d’Italia, oltre a numerose autorità ed invitati del luogo, fra cui i Prefetti di Como e di Milano.

Il volume si compone di due parti: l’una contiene tutti gli atti preparativi del Congresso, le guide che furono compilate per le varie escursioni, le relazioni particolareggiate di ciascuna di queste, ed i verbali delle varie adunanze del Congresso. Nella seconda sono raccolte le interessanti comunicazioni scientifiche, che vennero fatte durante le sedute.

Nella prima parte, corredata da fotoincisioni e da carte topografiche e geologiche, sono notevoli le guide ed i resoconti delle gite, nonchè i verbali delle adunanze redatti da vari congressisti, sotto la direzione del segretario generale del Congresso prof. De Alessandri. Si leggono con vivo interesse, le relazioni delle escursioni in Valsassina, in Valle d’Esina, sul Monte Berro, sul Lago di Como, in Val Brembana alla celebre fonte Bracca, ed a Cuasso al Monte, sul Lago di Lugano.

Sono poi notevoli nei verbali delle sedute il discorso inaugurale del Ministro di Agricoltura on. Nitti, che partecipò a due giornate del Congresso; i discorsi vari, su temi svariati, del Presidente del Congresso on. Cermenati; la storia dei lavori per la carta geologica d’Italia, rievocata dal sen. Capellini; la commemorazione di Antonio Stoppani tenuta dal prof. Taramelli; la conferenza sul terremoto di Messina, detta dall’ing. Sabatini; la storia dell’Osservatorio Vesuviano fatta dal professor Mercalli; il progetto di un Istituto vulcanologico internazionale a Napoli svolto dal prof. Friedlander, ecc.

Fra le memorie scientifiche della seconda parte, che raggiungono la quarantina, se ne trovano parecchie di