Pagina:Il cavallarizzo.djvu/106

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LIBRO PRIMO 51

le andasse scoprendo à poco à poco, per assuefarli, & assecurarli à tal vista & romore, & così anco dipoi si potrebbe sparare alcun archibugio & schioppetto innante, & dipoi il suolo di tromba & di tamburro facendo anco oltra di questo alcun strepito come havemo detto d’armi; le quai cose non si deveno però fare in un tratto della stalla, se prima non sono assecurati di fuori. Gli antichi non solo usavano & avezzavano à queste cose li lor cavalli, sulle stalle, benche non havessimo archibugi, ma gli assuefacevano ancora à fargli vedere & tenere innanzi alle mangiatore & nelle lettiere i cadaveri de gl’huomini morti armati & disarmati, ferriti & pieni di sangue: & non sol questo, ma usorono ancora alcuni antichi come Glauco figliol di Sisipho astutissimo, & Diomede re di Thratia, à pascere li lor cavalli, di carne humana, accioche fosseno più feroci nelle battaglie, & ne’ fatti che lor volevano da essi. Ma questo potrebbe hoggi parere, & sarebbe per vero strano & inhumano, & al tutto privo di religione christiana, monstruoso & quasi impossibile. Però io vorrei che in altro modo che fosse convenevole si procedesse; che il medesimo effetto però venisse à partorire; & questo saria con fingere huomini morti, armati, ferriti, & insaguinati.Il che giovarebbe molto anchora per assicurarli; & farli non solo nelle battaglie, & fattioni animosi; ma etiandio in ogn’altra attione intrepidi, & valorosi. Ma questo sia detto solo per uso de’ cavalli di gran speranza; per l’imprese veramente di cavallaria; e di guerre, e di duelli; & siano poi anco per pompa & gioco, over da vero.


Cap. 40. D'alcuni altri avertimenti utili, & pertinenti pur al governo del cavallo.


Tra li molti avertimenti circa il governo del cavallo questo è il massimo al parer mio; che risguarda in conservar più sano, & più robusto il cavallo, che sia possibile. Perch quella medicina di tutte è ottima non che leva l’infirmità, ma che conserva sana la persona. Questo adunque principalmente dee avvertire il cavalliero, che il caval fatto di cinque in sei anni per ogni tempo mangi paglia, & orzo; & dalli sei anni in là non se li deve dar ne farraina, ne altra herba la Primavera: ma se il bisogno lo richiederà, ò per magrezza, ò per riscaldamenti, ò altro, se gli potrà dare della miglio herba che si possi havere in autunno, & sia rogiadosa; dandole ancora seco una provenda d’orzo, mescolato con semola & un poco di sale. In questo modo il cavallo, & più sano, & più atto alle fatiche, & più sicuro di non patire infermità sarà, & più vivace & leggiero; et non sarà troppo grasso, ma di bonissime carni. A’ poledri nella Primavera si dee dar la farraina, e l’herba. E per poledri intendo tutti quei caval che non