Pagina:Il cavallarizzo.djvu/107

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DEL CAVALLARIZZO

sono entrati, over non passano i sei anni; & non sono da fatica. Nell’inverno i cavalli se non hanno le stalle calde temperatamente deveno star coperti di panno, & massime il petto & il ventre. Ne si devono lavar mai nella stalla ne anco fuori l’inverno, se pur dipoi non fusseno ben asciutti con panni, ò per altra via conveniente prima che intrasseno allo lor stanze. Le gambe & il ventre nell’inverno non si deveno lavare senza necessità grande, & massime nella stalla alle lor poste: ma se pur il bisogno lo ricchiede devesi fare con quella diligenza che più sotto si dirà. I labri del cavallo deveno essere sottili & teneri così anco il barboccio dev’esser tenero, accioche siano più agevoli al freno, però se si molificheranno con la freggagione delle mani fatta leggieremente e spesso. Et questo succederà molto meglio se con acqua tepida, & un poco d’oglio, bagnata la palma della mano si farà. Tutte le volte che il cavallo sarà ritornato dalle lettioni & agitationi, cavateli il freno & lavatelo, & asciugatelo, & postoli il filetto, & levatoli la sella, over bardella, si deve menare à quel luogo dello stabbio, ch’io vi dissi: Il qual dev’esser luogo secco & sodo, che il terreno habbi uguale & piano, & non sassoso, senza puzza alcuna, & coperto dalla lettiera, che avanza a’ cavalli, la quale dev’essere sparsa ugualmente sopr’esso, & accresciuta dell’altra nuova, & asciutta. Nel qual luogo se il cavallo si rivolterà, li farà utile grande. Potriasi far questo anco alcune fiate la settimana à gl’altri cavalli, etiandio che non fusseno affaticati; la mattina avanti che bevesseno. Imperò che ogni fiata che il cavallo si rivolterà secondo il costume solito si pò giudicare che stia bene, & se ricuserà di rivoltarsi sarà segno che è fastidito da qualche male. Fatto questo nel luogo medesimo si deve nettare, & coprirlo, & menarlo nella stalla alla sua posta. Dove prima il suo fameglio deve governar benissimo la testa, dipoi con paglia fresca, & assai fregar & stropicciar le gambe & appannarle molto bene, & così il ventre, & tutto il resto del corpo, & nettarli l’unghie sopra & sotto al solito; mirando bene se il cavallo havesse male alcuno, ò nelle gambe & piedi, ò nel resto di tutto il corpo; & massime ne gl’occhi: nelli quali ben spesso aviene che per impatientia di chi lo cavalca, ò inavertenza, una punta di bacchetta, over bacchettata li fa gran male: & lo mette à rischio di perder l’occhio. Et perche il cavallo affatticato & sudato si governi & asciughi meglio & presto dev’esser aitato il garzone da uno altro che non habbia cavallo di fuora. Et notate che quando il cavallo è molto sudato alla lettione, se con un coltello di legno, ò di ferro, ma di legno saria meglio, gli radderete il sudor di dosso giovarà molto; & massime à farli bello il pelo; & più utile li farà anco se allhor allhora li serà ben appannata la testa, e tutto il resto del corpo; gettandoli dipoi la sua coperta addosso. Tutto questo accaderà fare più nell’inverno, che nella state; & più à cavalli, di spasso, che di guerra; de’ quali al luogo proprio si ragionerà. Devesi