Pagina:Il cavallarizzo.djvu/13

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PROEMIO

di Piacenza; essendo anco prima fatto dal detto Carlo Marchese di Novara. Ma questi sono beni di fortuna, al cui arbitrio stà di darli, & torli, laqual anco fece ogni sforzo di torgli quelli dell’animo sì generoso, così invitto, & così bello; ma non pote, se bene si troncò lo stame, perche vive, & viverà al dispetto di morte, eternamente immortale. Ma chi potrebbe dire i fatti illustri d’un’altro Signor Rainuccio vostro zio? Il quale giovinetto di diciott’anni fu Capitan di cavalleria di Clemente VII. & militò si strenuamente, & con tanto giudicio, che ben sarebbe asceso al grado supremo della militia, se le parche non gli fossero state invidiose. Successe à questi il Duca Ottavio vostro fratello, le cui virtù preclare, & fatti illustri non hanno mestieri di poema, nè di storia, che da se sono chiari al mondo, alquale per più; prima s’aggiunse in matrimonio la gran Margherita d’Austria figlia di Cesare. Che più si può dire? Non pon freno ella, & dà leggi hoggi alla Fiandra? Non è ella sorella di Filippo Re di Spagna? Non basta questo? Non ha ella l’animo di santissima religion pieno? di giustitia, & di prudenza? Ben l’hanno sentito gl’infedeli à Christo, & al suo Re, Fiandresi, & sentano. Saria gran cosa, che questo, se per via de’ vostri io vi volevasi lodare; aggiungendovi il gran valor & sapere della felice memoria del Duca Horatio, pur vostro fratello, giovane invitto, & Capitano valorosissimo; & tanto per le divine virtù sue, accetto, prima à Francesco, & poi ad Henrico Re di Francia, che gli diede per sposa un’altra Margherita. Oh secreti misterij della disposition di Dio. Il Duca Ottavio ha Margherita, & il Duca Horatio havea Margherita; quella figlia di Carlo V. Imperatore, & questa di Henrico III. Re di Francia; sorella l’una del re di Spagna, sorella l’altra del Re di Francia, Ottavio vive glorioso. Ma che, non si potrebbe, sì come anco sperarne del Prencipe Paolo figliuolo dell’uno, & nipote dell’altro, & d’ambidue insieme vero immitatore, & herede delle loro virtù? Troppo sarebbe veramente, se nell’encomio delle sue lodi volessimo entrare, & più presto ci mancarebbe tempo per dirle, che materia da raccontarle, & Horatio morto vive eternamente. Che più? se per via di nobiltà di sangue di andasse, che direi del Cardinal vostro fratello? non potrebb’egli solo honorar tutto il mondo con le preclarissime virtù sue? per le quali al fermo non è homo di giudicio che non l’aspetti colmo de gli honori. Ma farebbe anco nulla tutto quello che fin qui si è detto, & che si potesse dire, quanto à quella parte, se gl’aggiungessimo