Pagina:Il cavallarizzo.djvu/186

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LIBRO SECONDO 95

tiosi, far andare in questo modo dimenandovi, cavallo, che non intenda accenno le corvette; e che non le faccia quasi da per se solo senz’altro aiuto; & così anco le pesate, l’aiuto delle quali, e quante habbino ad essere, & in che luogo, e tempo si debbiano fare già v’è stato detto. Al raddoppiar anco vorrei, che la vostra persona stesse dritta, & ferma; le gambe distese al suo luogo, & che à tempo poi aiutaste il cavallo, hora di dui spron pari, hora più d’uno, che d’un’altro, & hora che alla botta dello spron dritto subito corrispondesse quella del spron sinistro, & così per il contrario faceste quando il bisogno dell’aiuto lo richiedesse; & così anco lo aiutaste di polpa di gamba se di tale aiuto, e non del sprone havesse di bisogno per essere spiritoso molto e di man di briglia à tempo, di bachetta, e di voce, secondo il radoppiar, che fate. Imperò che se sarà terra terra già vi è stato detto, che aiuto vuole; se à mezz’aere il medesimo aiuto richiede, ma più gagliardo; ma se’l raddoppiar sarà gagliardo di tempo in tempo aviato, che gli è alle volte devete aitarlo con maggior voce, & più forti aiuti; & massime se lo volete con calci; liquali ve li porgerà ogni volta che voi vorrete, quando tralli altri aiuti lo batterete di ponta di bacchetta sulla croppa; accompagnandolo con questo l’aiuto della voce che se gli conviene. Et avertite che in qual sorte si voglia di raddoppiare il cavallo non deve partir mai da segno; come è à dire, se lo raddoppiate terra terra, fate che i piedi di dietro non si partino da un luogo medesimo, ma quelli dinanzi solo siano quelli, che vadino girando; così anco farete nel raddoppiar à mezz’aere. Nel radoppiar à groppetti, per haver il cavallo à levar la croppa, e i piedi di dietro da terra, quasi al pari de i piedi dinanzi, questi però prima, & poi subito quelli, non possono stare così giusti, & fermi in un medesimo luogo; non usciranno però quei di dietro, ne quei dinanzi dalla pista d’un cerchio tondo: il quale sia largo per diametro quant’è lungo il cavallo, overo quanta distanza, & lunghezza è da i piedi di dietro à quelli dinanzi, & quando anco trapassassero di poco non importerebbe; che non si deveno intendere le cose però in tanta estrema misura, & giustezza, che per questo vi havvia à far bisogno dell’orloggio, e del compasso. Nel raddoppiar gagliardo con calci, & senza devete osservare il medesimo; e devete in questo essere molto più avertito, e considerato, & haver molto unite le forze insieme, & massime quelle della schena, per non piegar da banda alcuna quando il cavallo si lev’alto & spara, e tener sopra tutto le gambe ferme, & distese, non battendo il cavallo di sprone, ne d’altro se non con gran misura. Et il modo saria, che prima lo levaste à i gruppi da fermo à fermo, e sul secondo, over terzo lo pigliasti così alto alle volte; & ad ogni mezza volta aiutandolo di speron pari, di bachetta nella spalla contraria, e tantosto con la punta d’essa sulla croppa aggiungendo l’aiuto di man, di briglia, e di persona; bisognando, seguitate all’altra mezza volta sulla medesima mano, & così continuate due ò tre volte sull’istessa mano;