Pagina:Il cavallarizzo.djvu/214

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LIBRO SECONDO 109

Secondariamente deve star bene, attillato, forte, & disinvolto, sempre à cavallo. Il che deve osservar sì nel cavalcar di passo, come di trotto, di galoppo, & in tutti gl’altri maneggi; stando talmente unito col cavallo che cavalca, che si possi dire, che’l cavallo sia quasi una cosa istessa col cavalliero; & un Centauro, per così dire. Et sopra tutto in tutte le sua lettioni fuga del tutto l’affettatione per minima che sia.

Terzo deve osservar gl’ordini nel cavalcare, & non maneggiar mai cavallo d’improviso che non sappia ben fare nel publico. Et maneggiandolo volger sempre la faccia, & fermarsi avanti alli più nobili, & honorati cavallieri.

Quarto averta che non manchi mai cosa alcuna ne à lui, ne al suo cavallo, che nel cavalcarlo se gli apartenghi.

Quinto raccordi sempre di lasciar il suo cavallo in bona lena, & volontà. E che ne i maneggi pubblici alla presentia di cavallieri, & prencipi non sta bene usare tante maestrie d’aiuti, quante sono lecite, & si deveno usare nel privato, & alla campagna nel dar lettioni. Ma sol quelli aiuti deve usare in presenza di tali, & moderatamente che più si convenghino, & sieno necessarij, & che à cavalliero s’appartenghino in luoghi simili.

Sesto & ultimo per hora, non mandi mai in oblio che poca cosa lo potrebbe dishonorare in presentia di prencipi, & cavallieri nel cavalcare, & nel parlar molto de’ cavalli e dell’arte istessa. Et però lasciasi pregar molto pria che da se stesso s’ingerischi mai ne à parlar di quest’arte, ne à maneggiar cavalli. Questi sono quelli pochi avertimenti ch’io per hora ho voluto dare al cavalliero, che di tal’arte vuol essere professore. Restano alcuni altri notandi per cavalli, da non essere disprezzati; li quali gioveranno molto à chi bene li manderà alla memoria; & sono gl’infrascritti.

I cavalli c’hanno gl’occhi varij non vedeno una medesima cosa sempre ad un modo medesimo. Perche per tal varietà d’occhi il veder manca, & però sono cattivi, & ombrosi, & da non essere estimati.

Il cavallo che porta naturalmente il capo più su una, che su un’altra mano non si leverà da tal difetto ne anco col freno, & disciplina.

Indici & nuntij dell’animo del cavallo solo le orecchie, & gl’occhi, & però e quelle, & questi deveno essere ben considerati, & conosciuti.

Al cavallo si fanno denti più bianchi nella vecchiezza, à gl’altri animali più negri.Arist.

Il cavallo sarà buono, & più tardamente divenirà vecchio quando havrà il muso bianco, & anco tutta la testa bianca. Absit.

Al cavallo castrato in gioventù non cascaranno i denti; sarà più atto al correre, & i nervi si manterranno più sani; sarà egli anchora più sano, & mansueto, & non se gli deve cavar sangue dalle vene matricarie.