Pagina:Il cavallarizzo.djvu/216

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

LIBRO SECONDO 110

no nove giorni, & al plenilunio al più sarà morto, ma non morendo per caso, & la luna cominciasse à scemare è da sperarne bene. Et se dal primo dì del suo male nel far della luna, fin alli diecisette pur dell’infermità sua. Il cavallo non migliorasse sappiate, che è per morirsene all’altro fare della luna; alla piu lunga.

Quando volete comprar cavallo ò cavalla, e dubitate d’alcun male, aspettate fin alla volta della luna, un dì inanzi di detta volta, & un dì dipoi, & massime essendo la luna di Settembre, e d’Ottobre, & fate che si guardi bene il cavallo per quelli tre dì, & tre notti, perche se haverà à patire in quell’anno (dicano costori) farà tal segno, stallarà quasi com’acqua chiara; per la qual cosa non è da perderci denari per comprarlo. Ma tal segno il cavallo che mangia herba non tiene. Et se nel finir dell’urinare, ne i dì suddetti, urinasse come sangue, vogliano che all’entrar di Settembre mora: over non campi per tutto l’anno.

Si potrebbeno dire, & raccogliere di molt’altri notandi, ma mi par tempo hormai di chiudere il libro con questi pochi.


S'io però secondo il mio consueto vi epilogo in brevità tutto quello che in questo secondo havemo detto. Dissemo adunque del modo di cavalcar il poledro della farraina. Della larghezza delle ruote, e che il roteggiae era uso antichissimo. Dissemo del caragolo, over lumaca, & gli effetti suoi. Dell’esse serrato e lungo, e dell’utile che fa. Del serpeggiare, & l’utilità sua, & come si deve seguitare ordinariamente il poledro nelle sue lettioni, quando se gli devea far intendere l’aiuto della bachetta, & quello de’ calcagni e di voce. Del ritirar indietro il cavallo, & che di poi due mesi deve correre & galoppare il poledro in bardella. Dissemo come si devea cavalcare il poledro con la sella, e di questa diedemo alcuni avertimenti. Dissemo anco che il cavalcatore si devea servire molto del caragolo da qui innanti, & come havrebbe fatto ad insegnar le volte raddoppiate terra terra al cavallo. Dissemo delle pesate, & corvette, del danno & dell’utile che recavano. Soggiunsemo del modo di finir di fare il cavallo terragnolo, e del maneggio di contra tempo à mezzo, & à tutto tempo. delle capriole. Del galoppo gagliardo, e de i salti da fermo à fermo. Dissemo di tutti gli aiuti che si posseano dare al cavallo, & parlassemo de i morsi in generale, & in particolare. De’ barbocci, delle garze & colli de’ cavalli. Et come, quando di dovea levar il canone al poledro over cavallo, & mettergli altro morso. Venemo di poi à dimostrare come si devea aiutare spetialmente alle rote & al parare il cavallo, & dissemo le ragioni per che le staffe deveano essere uguali, & come si devea aiutare il cavallo ad ogni sorte di maneggio à i repeloni. Et come alle pesate, corvette, & raddoppiate. Come à salti con calci, & senza. Dissemo di quello che si deve osservare