Pagina:Il cavallarizzo.djvu/237

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DEL CAVALLARIZZO

perche, oltra che saprebbe una virtù molto eccellente da servirsene per diletto in ogni luogo, dove fussero Musici & gentilhuomini, & anco solo in camera, se accompagnato al canto della voce havesse il suono del liuto come havete voi.

P.
Fermatevi, questo suono non diceste voi hieri.
C.
Mi fate ridere, horsu, dichianlo hora; lo levarebbe assai di malenconia, & da qualche humor cattivo. Ma sopra tutto li giovarebbe nell’aggitar cavalli; percioche havendo bene i tempi, & le misure appreso in essa, meglio li saprebbe usare ne i maneggi de’ cavalli; ne quali più che altra cosa si richiedono à farli bene & giustamente. Et chi non li osserva in ammaestrarli, mai sarà possibile che gl’ammaestri bene, il che felicemente, & con più agevolezza farà colui che havrà ragion di Musica, per haver il battere à tempo & la misura, che quell’altro che ne sarà ignorante. Et siate sicuro ch’egli è verissimo che tutte le cose che facciamo, le devemo fare ad immitatione del nostro Sommo maestro Iddio; il quale tutte le cose che ha fatto, & fece le creò, & crea in numero, misura, & peso.
P.
Ben vi diss’io che tutte le attaccavate come vi pare. Et per dirvi il vero voi mi parete un di quegl’huomini che tirano volentieri ogn’acqua al suo molino, quanto à me, mai havrei pensato che la Musica fosse necessaria al cavalcare; ne per questo io l’apresi mai; ma hora, che voi m’havete aperto gl’occhi, vedo chiaramente che la m’ha giovato assai in quello che avete detto; & massime nel dare i salti à dui & à tre passi a un cavallo. Et per vero sì come le note brevi, & le semibrevi nella Musica, per dare essempio, si contengano ciascuna da per se sotto un tempo & una misura, & delle minime; & semiminime, & crome & semicrome ce n’entrano più, & che le massime sono quelle poi che portano seco più tempi sotto l’istesse misure & battuture: così si pò dire che sia nel far andar un caval gagliardo; percioche sotto un tempo se gli arrobba un salto; & sì come andate di salto in salto senza passo alcuni aiutandolo à saltare inanzi, per il lungo d’una cariera, over da fermo à fermo per dritto, & anco una volta, sotto un medesimo tempo, & una stessa misura, quasi come battestevo sotto un tempo nota breve per nota breve, il medesimo accadendo negl’altri tempi, & misure dell’altre note, che appropriatamente si possono convenire à gl’altri tempi, misure, & maniere del far andare il cavallo, si pò dire che malamente non che difficilmente potrà far questo, chi no haverà almeno qualche poco di musica; & anco che col bon giuditio, & con la pratica lunga l’homo si guadagni spesse volte iul tempo, et la misura che si conviene nel cavalcare, niente dimeno non saprà così bene adoprarla sempre, ne insegnarla ad altri, come farà il cavallarizzo che haverà questa tale cognizione di musica. Che dite mò vi messer Claudio?
C.
Voi havete discorso così bene ch’io per me non so piu che altro dire; & massime non sapend’io di musica. Et se non volete saper altro da me, la conclusione è già fatta.
P.
Con questa cortesia vorreste pur fuggire di render conto del resto, il quale sarà forse più duro à digerire, et più lungo a concludersi