Pagina:Il cavallarizzo.djvu/247

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DEL CAVALLARIZZO

non potendo sofrire le sue tante lodi.

C.
Certamente che vi havrete ragione in tutto questo che voi dite, quand’io eccedesse i termini com’eccedeva forse l’istorico Aristibolo, con il magno Alessandro, ma io col mio signor Pompeo vò si ristretto nel lodarlo, sapendo la natura sua aborir da se le sue lodi, che piu tosto posso esser ripreso per esser parco, che copioso, ma siasi pur come si voglia egli dell’astinenza mi perdonerà, & voi sarete contento ch’io seguiti più oltra nel nostro ragionare tralasciato.
P.
Seguitate pure che ad ogni modo con voi non si pò impattare.
C.
Quanto à quello che del Conte Santa fiore havete alegrato, rispondo brevemente, che la dispositione del suo corpo, & il ben spirito che ha, con l’industria grande, che ha posto ne gl’essercitij di cavalleria, sono quelli che lo fanno parere, & essere così miracoloso al mondo, & per contrario si pò dire di quegl’altri che non havete voluto isprimer voi; cio è che la disattitudine del corpo, & forse dell’animo, con il marcir nell’otio, & per aventura con l’essercitarsi in essercitij impertinenti, han fatto che restino come sono, & in cattiva opinione del mondo. Ma vedete Comendador Prospero che l’hora passa, & non potrete andare à spasso avanti cena; però sarebbe ben fatto che mettessimo fine al nostro ragionar d’hoggi.
P.
Non vi scusate che l’hora passi, che non importa, da che nessuno di noi ha maneggio per le mani da fare che punto importi. Et da che siamo entrati à parlar di questi così famosi cavallieri gran corridori invero, & maestri di romper lancie, & di tutto quello che à cavalleria s’apartenghi, vorrei che mi diceste il modo che desiderate che tenghi il vostro cavallarizzo, in questi simili honorati essercitij.
C.
Questo io lo lasciarei dire à voi altri cavalieri, essercitatissimi nelle giostre, in tornei, & ne i giochi delle canne, & caroselli, ch’io per me confesso non haverci mai fatto in vita mia, se ben ne ho vedut’infiniti di bellissimi in molti luoghi d’Italia, e fuor d’Italia, innanzi à Carlo V. Imperatore, & ad Henrico Re di Francia.
P.
Assai è questo, & ancor che questi cavallieri ne potessero rendere conto perfettamente, per la isperienza che ne hanno, non dimeno si contentano di udirne da voi, sperando così come nel resto ancora in questo da voi essere sofisfatti.
C.
Ancor che io sia sicuro di non potervi sodisfare, perche quell’arte che non si ha per pratica non si pò troppo bene isprimere, non dimeno voglio anco in questo condescendere, & compiacere à i vostri desideri: li quali so ben io, che piu per farmi dire, che per altro, à questo mi persuadeno, con patto però che non così poi mi vogliate astringere à dire delle altre cose che nel cavallarizzo desidero.
P.
Così vi promettiamo, hor su dite.
C.
Il correr lancie primieramente quanto all’anello direi che fosse da farsi con grande attilatura, percioche generalmente si corre disarmato, & senza mascara; sarei dunque di parere che’l cavallier che ciò facesse fosse avertito di andar più dritto à cavallo con la persona nel correre che fosse possibile, con le gambe distese à segno honesto, che non stanno