Pagina:Il cholera in Barberino di Mugello - Carlo Livi, 1855.djvu/63

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che non vidi verun altro sotto il flagello de’ crampi dolorare altrettanto; e credo, non fosse estranea a tanta acerbità di tormenti quella innormità nella conformazione scheletrica. ln altri due occuparono tutte le membra inferiori fino agl’inguini, e la malattia fu letale. Curioso fu in un caso assai grave vederli comparire all’indice d’una mano, stato malconcio un anno indietro da foruncolo spontaneo, e poi anche all’indice sano dell’altra mano. Queste contratture dolorose pigliavano anche i muscoli del bassoventre, del dorso, gli spinali, e quelli di altre parti.

Non saprei di certo, se referire a pura nevrocinesi dipendente dal principio specifico del cholera, o sivvero a qualche causa perfrigerante cutanea, i dolori che insorsero subitaneamente in due malati, e co’ quali rapidamente morirono. Credo anzi, tanto furono veementi ed atroci, che di quelli unicamente morissero, per reale consumo di forza nervea; poiché insorsero in condizioni non gravi di malattia, seguitarono per alquante ore nel silenzio d’ogni altro sintonia, e i malati morirono in perfetta coscienza, nell’atto si dibattevano ne’ loro letti sotto la sferza di quell’aspro martiro. L’uno fu in una donna poverissima, di temperamento venoso, che allattava un suo bambino di mesi diciotto, e in cui complicossi sino da primo la verminazione. Era stata travagliata è vero da dolori d’una certa intensità all’ombelico, e quindi all’ipocondrio destro, quando sul declinare del periodo algido, dopo essersi molto dibattuta per il letto, una punta fierissima che inasprivasi ne’ moti respiratorii, a un tratto e senza accompagnamento d’altri sintomi, venne a fissarsi sotto la mammella destra, e vi si mantenne ribelle