Pagina:Il diamante di Paolino.djvu/6

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Il diamante di Paolino p05.jpg




Coloro, e non sono pochi, che hanno trascorso qualche tempo tra i pittoreschi monti di B... devono aver sentito parlare spesso della volùta, serpente alato, creatura magica, che traversa il cielo, simile ad una stella cadente, si tuffa nelle onde, e porta in fronte un diamante fulgentissimo, grosso come una noce. Molti credono che la volùta non sia altro che il simbolo della fortuna che essa raffigura con la rapidità del suo volo, lo splendore della sua gemma e le contorsioni capricciose del suo corpicino elegante.

Ciò che i vecchi nonni affermano si è che la volùta prima di tuffarsi nelle sorgenti solitarie e ne’ ruscelli misteriosi, lascia sulla sponda il magnifico diamante che è il suo cuore, la sua pupilla, la luce sua. Se nel momento in cui ella s’abbandona al piacere dell’immersione, qualcuno potesse destramente impadronirsi di quel diamante senza prezzo, celato nel cespuglio più folto, questo qualcuno non avrebbe più bisogno di lavorare: poichè nessuna miniera terrestre ha mai svelato allo sguardo avido dell’operaio e dello studioso un diamante più splendido.