Pagina:Il diavolo.djvu/113

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Il diavolo tentatore 105


Questo della tentazione era un esercizio molteplice e vario, irregolare e malagevole, che prendeva norma dalle occasioni e dalle condizioni, si piegava e mutava secondo le persone, i tempi, i luoghi, richiedeva sottile accorgimento, e non di rado grande perseveranza. La tentazione era un’arte in cui Satana dava a conoscere tutto il suo ingegno e tutta la sua destrezza.

Le occasioni del tentare erano innumerevoli. San Paolo aveva detto: “Non fate luogo al diavolo;„ ma il diavolo sapeva farsi luogo da sè. Aveva anche detto: “Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi;„ ma spesso spesso chi più strenuamente resisteva era più ostinatamente assalito. Sottrarsi interamente al suo influsso non era possibile; non era nemmeno possibile evitare in tutto il suo pernicioso contatto. L’anima timorata poteva fare come la testuggine, restringersi tutta nel suo guscio; ma per fare che facesse lasciava sempre aperto un qualche adito, entro a cui il demonio poteva spingere l’ugna acuta e rapace. Chi viveva nel mondo, e della vita del mondo, non solo s’imbatteva in