Pagina:Il diavolo.djvu/114

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106 Capitolo quarto

Satana ad ogni passo, ma si può dire vivesse in Satana, perchè la mondanità, nel tutto insieme delle sue parvenze ingannevoli, de’ suoi lenocinii e delle sue lascivie, non è se non Satana. Vivere nel mondo e non peccare, gli è come voler tuffarsi nel mare e non bagnarsi. Chi viveva nel mondo era dunque soggetto ad una tentazione continua; ma chi se ne ritraeva non cessava d’esser tentato. I buoni cristiani, che scandalizzati e nauseati della corruzione cittadina, e di tutta quella che appunto chiamavasi la pompa del diavolo, cominciarono, sin dai tempi di Costantino il Grande, a disertar la città, a fuggire il consorzio degli uomini, a cercare il deserto, ritrovarono nelle solitudini dell’Egitto e dell’Asia quel medesimo Satana che con tanto studio avevano voluto fuggire. E non altrimenti incontrò a quegli altri fuggiaschi del mondo che, senza disertar le terre popolate e le stesse città, cercarono fra le mura dei chiostri un asilo sicuro contro il temuto avversario. E gli uni e gli altri ritrovaronsi a fronte quel medesimo Satana, anzi un Satana molto più insidioso e più acerbo. L’assalto suo non cessava,