Pagina:Il diavolo.djvu/151

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Soprusi, angherie e violenze del diavolo 143

Una notte sant’Antonio fu assalito da uno stuolo di diavoli, i quali lo lasciarono mezzo morto a furia di bastonate. A san Romualdo toccò la stessa disgrazia un giorno che s’era messo a cantare i salmi, e le busse furono tali che gliene rimasero i segni fin che visse. A santa Coleta i diavoli non si contentavano di dare le più villane bastonate di cui si abbia memoria, ma portavano ancora in cella i corpi degl’impiccati. A Tolentino si conservava, e forse si conserva ancora, il nodoso bastone con cui il diavolo aveva dato più di un carpiccio a san Niccolò che appunto si chiama da Tolentino. Il beato Giovanni di Dio fu ancora legnato in pieno secolo XVI.

Nè la cosa finisce qui. I diavoli minacciavano santa Francesca Romana di gettarla in un pozzo e di ucciderla; lasciavano mezzo accoppato san Mosè Etiope; tentavano di uccidere santa Caterina di Svezia; si studiavano di bruciar vivo in letto san Guglielmo di Roeskilde; precipitavano dalla cima di un monte sant’Alferia ― fondatore della celebre abbazia della Cava; per poco non istrangolavano sant’Antonio da Pa-