Pagina:Il diavolo.djvu/208

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200 Capitolo settimo

la circostante provincia, le madri usassero raccontare il caso ai figliuoli, affinchè ne fosse tramandata ai posteri la memoria.

Non lascerò i succubi senza dire che la bellissima Elena, ricordata nella leggenda quale concubina di Simon Mago, era, secondo la più fondata opinione, un diavolo, e che da amori con succubi tolsero argomento, il Cazotte a quel suo strano romanzetto intitolato Le diable amoureux, e il Balzac ad uno dei suoi Contes drôlatiques.

Forzare i diavoli a lasciar le pratiche di loro gusto non era cosa agevole, nè priva di pericolo. In una delle innumerevoli leggende della Vergine si narra di una donna, la quale era invano ricorsa ai segni di croce, all’acqua benedetta, alla preghiera, alle reliquie, per liberarsi da un gran diavolo che la teneva in luogo di moglie: finalmente, un giorno, trovandosi all’usato cimento, levò le braccia al cielo invocando il santo nome di Maria, e il drudo maledetto non fu più buono a nulla. Cesario di Heisterbach racconta un’altra storia. Un diavolo seduce nella città di Bonna la figliuola di un