Pagina:Il diavolo.djvu/224

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216 Capitolo settimo


La buona madre, nulla curandosi del figliuolo, ringrazia Dio d’averla salvata dal nemico, e torna a casa.

Un’altra storia, non meno meravigliosa, ma di più felice esito, narra il benedettino Gualtiero di Coincy (m. 1236) in una sua raccolta di miracoli della Vergine. C’erano due sposi di gran condizione e virtù, i quali, dopo avere avuto parecchi figliuoli, fecero a Dio e alla Vergine voto di castità. Ma la carne è fragile, e mai non cessa dalle insidie il demonio. Una notte di Pasqua egli accende di tanta concupiscenza l’animo del marito, che questi scorda ogni suo proposito e vuole ad ogni modo infrangere il voto. La moglie prega, ammonisce, minaccia; ma poi, non potendo contrastare più oltre, grida: “Se dal nostro peccato un figliuolo ha da nascere, sappi che io ne fo dono al diavolo.„ Dopo nove mesi, viene al mondo un bambino, così bello e gentile che quanti lo vedono se ne meravigliano. Passano alcuni anni, e il bambino cresce di svegliatissimo ingegno, di bonissima indole, adorno d’ogni bel costume. La madre, che teneramente lo ama, si strugge in lacrime, pen-