Pagina:Il diavolo.djvu/250

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242 Capitolo ottavo

sogna dire che egli non avesse tutto il torto se contro i mancatori usava di qualche avvedimento e di qualche trappola. Comunque sia, i più gli sfuggivano di mano con opportuno ravvedimento; ma qualcuno anche ci rimaneva, e questi pagava per sè e per gli altri. Un monaco, di cui narra la storia san Pier Damiano, aveva pattuito che il diavolo dovesse annunziargli la morte tre giorni prima, pensando di potere così provvedere in tempo alla salute dell’anima. Il diavolo osserva il patto; ma il monaco, appena tenta di confessarsi, cade in letargo, e ripetendosi il fatto più volte, muore senza confessione. Per più notti la tomba di lui è custodita da negri cani.


Nell’immortale dramma del Goethe Fausto si salva; non si salva invece nella storia popolare, divulgatasi la prima volta per le stampe l’anno 1587; e al nostro bisogno ora fa più questa che quello. Fausto è mosso al patto da sete di scienza e da bramosia di piacere. Egli verga col proprio sangue la scrittura in cui sono espressi i reciproci impegni e le condizioni della