Pagina:Il diavolo.djvu/266

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258 Capitolo nono

tica riputazione. Lo stesso dicasi della parola Abraxas. Per l’uomo incolto la parola è inscindibile dalla cosa, s’immedesima con la cosa. Nella coscienza, essa suscita repentinamente l’immagine di questa, onde la credenza di un misterioso legame fra le due, e di una potenza quasi creativa di quella. Il suono è Brama, dicesi in un libro sacro dell’India: Dio disse: Sia la luce e la luce fu; e in principio era il Verbo. Secondo una superstizione sparsa su tutta la faccia della terra, certe cose non si debbono nominare, perchè i nomi si traggono dietro le cose. Coloro che si convertivano al cristianesimo mutavano il nome, per gettar via con esso tutto il loro passato, e così lo mutava chi, rinunziando al mondo, entrava in un chiostro. Virtù magica si attribuiva, oltrechè alle parole, anche ai numeri, ai caratteri, alle figure, e la più parte di tali credenze ha origine antichissima.

Di parole, di cifre, di figure era composto il libro magico, altrimenti detto libro del comando, il quale dava a chi n’era possessore facoltà di scongiurare i diavoli, di comandar loro e di