Pagina:Il diavolo.djvu/335

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Ancora l'inferno 327

mancavano svaghi e godimenti. Come ogni opera buona era loro cagion di tormento, così era cagion di letizia ogni opera rea, e quanto sappiamo dell’andamento delle cose umane lascia supporre ch’essi avessero assai più frequente occasione di rallegrarsi che di dolersi. Spesso, nelle pietose leggende, si veggono i diavoli far grande tripudio intorno all’anima che diventa loro concittadina. Dice Pietro Cellense (m. 1183) in uno de’ suoi sermoni che il diavolo, sommerso nelle fiamme infernali, sarebbe morto di fame da un pezzo, se non lo rifocillassero i peccati degli uomini; e Dante assicura che egli in inferno si placa vedendo le cose di questo mondo andare a modo suo. Anche ammettendo che la pena dei diavoli fosse gravissima, refrigerio non le mancava.


I teologi sono comunemente d’accordo nel dire che in purgatorio non ci sono demonii a tormentare le anime; ma moltissime Visioni rappresentano il purgatorio pieno anch’esso di diavoli, intesi a farvi il consueto officio di tormentatori. La Chiesa, che solo nel 1439, nel