Pagina:Il diavolo.djvu/334

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326 Capitolo undicesimo

affidato; e come ciascuna colpa aveva proprii diavoli instigatori, così aveva proprii diavoli punitori. Ma i punitori, mentre attendevano a quell’ufficio, sentivano essi il castigo meritato dalla malvagità loro? erano essi straziati nel tempo stesso che straziavano?

Intorno a ciò sono varie opinioni. Non mancano scrittori, e di gran credito, i quali affermano che i diavoli non soffrono delle pene infernali, perchè se ne soffrissero, assai di mal animo potrebbero attendere all’officio di tentare e di tormentare, officio ch’essi mostrano, per contro, di esercitare con singolare compiacimento. Nelle Visioni, come nel poema di Dante, Lucifero suol essere assoggettato nell’ultimo fondo d’inferno, e in conformità di quanto è detto nell’Apocalissi, ad asprissimo supplizio; ma degli altri demonii non si dice, di solito, che patiscano gravi tormenti. Che alcuna volta si tormentassero a vicenda, si azzuffassero e si picchiassero, sembra più che naturale, e se ne può vedere esempio nella visione stessa di Tundalo e nella Divina Commedia, là dove è descritta la bolgia dei barattieri. Nè ai maledetti