Pagina:Il diavolo.djvu/337

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Inferno fuori dell'inferno 329

stare per ora certi dannati avventurosi che per ispecialissima grazia divina furono tratti dall’abisso e ammessi in cielo, dei quali avrò a parlare più oltre, si vuol notare che i dannati potevano in certi determinati casi, e per un tempo più o meno lungo, uscire dalla lor prigione, e che c’era pure, se così può dirsi, un inferno fuori dell’inferno. Apparizioni di dannati erano, come s’è veduto, frequenti; ma nulla giovava ad essi l’essere fuori del luogo consueto di pena, perchè la pena li seguiva lo stessa, come l’ombra il corpo. Altri dannati non erano ricevuti in inferno, ma penavano in qualche strano luogo della terra, forse perchè potessero essere di salutare ammaestramento a chi, peregrinando, s’imbatteva in loro. Così è che san Brandano, navigando alla scoperta del Paradiso terrestre, trovò in un gran gorgo di mare il massimo dei rei, Giuda Iscariote, perpetuamente sbattuto dall’onde infuriate; e che uno degli eroi della leggenda epica carolingia, Ugone di Bordeaux, errando in Oriente, trovò Caino chiuso in una botte di ferro, irta dentro di chiodi, la quale andava senza posa ruzzolando per un’isola