Pagina:Il diavolo.djvu/355

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Le disfatte del diavolo 347

con tanto di barba bianca, e da pie vergini uscite appena di fanciullezza.

Sant’Antonio, primo eremita, che aveva pazientemente sopportato dai diavoli mille dispetti, e persino fierissime battiture, un giorno, per far intendere ad uno di quei suoi nemici quanto poco conto facesse di lui e delle sue capestrerie, gli sputò nel viso, e quegli, tutto smarrito, se la svignò. Ora è da dire che lo sputo dei santi poteva avere qualità che non ha lo sputo degli uomini ordinarii: tanto è vero, che il vescovo Donato, ai tempi di Arcadio e di Onorio, uccise uno smisurato e spaventoso drago con solo sputargli in bocca.

Abbiam veduto quanta virtù fosse nel segno della croce. Con un segno di croce san Sulpizio e san Frodoberto, essendo ancora fanciulli, cacciavano via il diavolo che voleva impedir loro di recarsi alla scuola. Usando di quella medesima arme, altri uomini santi ottennero effetti anche più meravigliosi. Narra Pietro il Venerabile che essendosi un diavolo introdotto nell’abbazia di Cluny, col proposito di tentarvi non so che monaco, il priore, che era uomo