Pagina:Il diavolo.djvu/356

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348 Capitolo duodecimo

di grande avvedutezza e di non minor santità, con un segno di croce, senz’altro apparecchio, lo cacciò nelle latrine.

Nessuno si meravigli se san Sulpizio e san Frodoberto si schermivano così bene dal diavolo, anzi lo volgevano in fuga, essendo ancora fanciulli. Come molte volte era precoce la santità, così erano precoci certe facoltà e potestà conferite per essa. San Pacomio abate fu, sino dagli anni più teneri, un grandissimo ed implacabile avversario del diavolo; san Vittore d’Archiaco incuteva terrore ai demonii essendo ancora nel ventre di sua madre. Nè questo è maggior miracolo di quello che operavano le immagini di sant’Ignazio Lojola di fausta memoria, le quali, così dipinte o scolpite com’erano, facevano levar le calcagna ai più petulanti e temerarii fra gli spiriti maledetti.

Molti santi legarono il diavolo, quali con catene, quali con un semplice filo. San Silvestro papa, quel medesimo che, secondo le più autentiche storie, guarì l’imperator Costantino dalla lebbra, e n’ebbe in premio Roma e tutto l’impero d’Occidente, san Silvestro acchiappò in una