Pagina:Il diavolo.djvu/368

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360 Capitolo duodecimo

Bisogna poi dire che non tutti i diavoli erano di una natura o di un umore; e come ce n’eran di quelli che voltavan le spalle alle prime avvisaglie, anzi al primo rumore di guerra, così ce n’erano altri, i quali facevano difesa disperata, e che bisognava cavar di corpo agl’indemoniati come si trae il chiodo dall’asse, con le tenaglie. Molti indemoniati rimasero liberi con solo toccare le reliquie di un santo famoso, o bevendo un po’ d’acqua in cui era stato infuso un pizzico di polvere grattata via dal sepolcro di un santo famoso; parecchi furono guariti, o vogliam dire riscattati, con l’acqua che aveva servito a lavare i santissimi zoccoli di sant’Elia Speleota. Esorcizzati da santi, i diavoli solevano dare qualche segno sensibile di loro confusione e di loro sgomento. Un diavolo esorcizzato da sant’Apro, uscì dal primo uscio che gli venne innanzi, rumorosamente, e, dice il fedele biografo, con grande flusso di ventre. Degna fuga di così laido nemico.

Erasmo da Rotterdam, in quello de’ suoi Colloquii che s’intitola Exorcismus sive Spectrum, si burla allegramente di tutte le formole, di tutti