Pagina:Il diavolo.djvu/377

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Seguitano le disfatte del diavolo 369

scun uomo abbia un suo proprio angelo custode è assai antica, giacchè si trova già nel secondo secolo dopo Cristo; anzi da molti si crede, che ciascun uomo vada accompagnato nella vita da un angelo a destra, da un demonio a sinistra. La natural nimistà ch’è tra i celesti e gl’infernali è qui fatta più acre dalla comunità dell’oggetto su cui le contrarie potenze si esercitano, l’anima dell’uomo. L’angelo si sforza di tirar l’anima in cielo, il demonio si sforza di tirarla in inferno. Strano a pensare e doloroso a dire, l’anima razionale, provvedutaci libero arbitrio, ajuta nella maggior parte dei casi chi la vuol perdere contro chi la vuol salvare: in questa battaglia, se non nelle altre, vince assai più volte il demonio che l’angelo.

Ma nulla vince il demonio, anzi perde ogni suo guadagno ed ogni suo potere, e rimane miseramente sconfitto e scornato, quando, bella ed insuperabile avversaria, gli si leva contro la purissima donna che ha intorno al capo una corona di stelle, e schiaccia sotto ai piedi il serpe velenoso, l’avvocata di tutti i peccatori, la consolatrice di tutti gli afflitti, la madre di Gesù re-