Pagina:Il diavolo.djvu/38

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30 Capitolo primo

bolo dell’inferno insieme con gli sciagurati vigliacchi che mai non fûr vivi.

Ma Satana non ha ancora finito di crescere, la sua persona non è per anche perfetta; lunga è la storia di lui, e quando un’era ne è chiusa, un’altra incomincia. Gli asceti, che avevano creduto fuggirlo fuggendo il mondo, e nel deserto l’avevano ritrovato, più maligno e più possente che mai, e avevano sperimentate le sue innumerevoli insidie, sostenuti gli insulti feroci, non lo conoscevano ancora sotto tutti i suoi aspetti.

Alle antiche calamità altre successero; a una età di corruzione profonda tenne dietro una età di dissoluzione violenta, che parve schiantare dai cardini il mondo. Giù dal settentrione caliginoso, i barbari irrompono come un mare che abbia travolte le dighe, e l’impero di Roma al loro urto si sfascia con fragorosa rovina. La rea e maledetta civiltà pagana si spegne, ma per dar luogo a una tenebra disperata di barbarie, per entro a cui non è possibile scorgere lume di salvezza. Par che il regno umano sia per finire, sia invece per cominciare sulla terra