Pagina:Il diavolo.djvu/384

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376 Capitolo decimoterzo

quali si posero a leggere un libriccino in cui erano segnate alcune buone opere fatte da lui grandissimo tempo innanzi, mentre era giovine ancora. Di ciò egli si rallegrava e prendeva speranza, quando vide entrare due orribili demonii, che squadernatogli sul viso il volume de’ suoi peccati, dissero agli angeli: “Che fate voi qui? voi non avete nessuna ragione in costui, che è nostro.„ E gli angeli, guardatisi l’un l’altro, senza poter nulla rispondere se ne andarono, e i demonii, presi due coltelli affilati, cominciarono a tagliare il reo cavaliere da capo e da piede, tanto che in brev’ora morì e fu dannato.

Ma non sempre il grosso libro dei diavoli la vinceva sul libro piccino degli angeli; e si diè caso che quello non servì a nulla, sebbene gli angeli non avessero da opporgli nemmeno una pagina. Nella Visione di Frate Alberico si narra di un potente malvagio, che prima di morire si pentì, e chiese perdono a Dio. Al suo letto di morte si presentano un angelo e un demonio, questi con un gran volume di peccati, quegli colle mani vuote. Il demonio si crede sicuro del fatto suo; ma l’angelo sparge sul libro le