Pagina:Il diavolo.djvu/412

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404 Capitolo decimoquarto

di un villano moribondo, raccolse.... un’altra esalazione. È celebre il diavolo di Papefiguière, di cui racconta le miserevoli avventure il Rabelais. Di grandissima dabbenaggine danno pure esempio i diavoli che vengono sulla terra a tor moglie, come quel Belfagor, di cui narrano la storia il Machiavelli e lo Straparola, e quell’altro di una novella popolare spagnuola, chiuso dalla suocera in un fiasco, e abbandonato sulla cima di una montagna.

I diavoli che Dante trova nella quinta bolgia del cerchio ottavo, se hanno del terribile, hanno anche del comico, sia nell’aspetto e negli atti, sia nei nomi. Essi sono Malacoda, Scarmiglione, Alichino, Calcabrina, Cagnazzo, Barbariccia, Libicocco, Draghignazzo, Ciriatto, Graffiacane, Farfarello, Rubicante, e hanno per giunta il nome collettivo di Malebranche. Essi stringono la lingua coi denti per far cenno al loro duce, come è usanza dei monelli, e il loro duce fa trombetta di ciò che non occorre rammentare. Si lasciano ingannare da Ciampolo, o chi altri si sia il famiglio del buon re Tebaldo, e due di loro, Ali-