Pagina:Il diavolo.djvu/416

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408 Capitolo decimoquarto

mette di nuovo in viaggio, e prolungandosi l’assenza di lui, Lucifero comincia a essere in angustie, e a temere di qualche disgrazia. Sarebbe egli ammalato? l’avrebbero per caso accoppato? Finalmente Satana ritorna, portando l’anima di un ecclesiastico, e Lucifero a ridere, meravigliandosi che capitino in inferno coloro che dovrebbero guidar gli altri in paradiso; ma l’astuto ecclesiastico gli risponde per le rime, e lo assorda con le parole per modo, che quegli ordina di lasciarnelo andare al più presto.

Ricorderò ancora una commedia spagnuola, dove il diavolo fa assai trista figura, El diablo predicador, d’ignoto autore. La commedia è del secolo XVII, ma assai più antica di certo è la novella che le dà il soggetto. Il diavolo ha con sue arti messo in mala vista della popolazione un convento di francescani nella città di Lucca. I poveri frati sono a mal partito, quando l’arcangelo Michele scende di cielo col bambino Gesù in braccio, e ordina al calunniatore di riparare al mal fatto, e di riporre i calunniati nella riputazione di prima. Si può immaginare con che gusto il diavolo eseguisca il comando.