Pagina:Il diavolo.djvu/435

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Il diavolo ridicolo e il diavolo dabbene 427

altre moltissime cose, che nei consueti ritrovi delle streghe il diavolo chiamava un prete e si faceva battezzare.

Nell’immortale poema del Milton, Satana, sopraffatto dall’orrore della miseria in cui è precipitato, e più dall’orror di sè stesso, rimpiange il commesso peccato, il paradiso per sempre perduto; ma sente di non poter chiedere nè ottenere perdono, e, disperato, prorompe in queste terribili parole:

Or bene, addio, speranze!...
Ecco in vece di noi, dannati, espulsi,
L’uom, sua gioja, ha creato, e questo mondo
Tutto per lui. Speranze, or dunque addio!
Addio paure! addio rimorsi! Il bene
Morto al tutto è per me. Sii tu, tu solo
Ora, o male, il mio ben: per te diviso
Terrò lo scettro col motor de’ cieli,
E forse io regnerò sovra gran parte
Dell’universo, e l’uomo e questa nova
Terra lo apprenderanno in picciol tempo.


Non meno tenace si mostra, nè meno fiero parla l’Adramelecco del Klopstock; ma e l’uno