Pagina:Il diavolo.djvu/67

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La persona del diavolo 59

ghi diabolici. Nel secolo VIII Giovanni Damasceno descriveva i demonii come draghi volanti per l’aria. Alcuna volta il drago sembra un essere intermedio fra il demonio e la bestia. Ma infinite altre forme animalesche usavano rivestire i demonii per tormentare, intimorire, infastidire i buoni fedeli. Sant’Antonio, là nel deserto, ebbe a vederli in forma di belve ruggenti, e muggenti, di serpi e di scorpioni, e, più di mille anni dopo, santa Coleta li vedeva ancora trasformati in volpi, in serpenti, in rospi, in lumache, in mosche, in formiche. Nel secolo XIII sant’Egidio riconobbe il demonio sotto il guscio di una smisurata testuggine. In figura di leone il demonio uccise un fanciullo, cui sant’Eleuterio, vescovo di Tournay, ridiede la vita; in figura di corvo si mostrò a molti. Nella leggenda di san Vedasto si ricorda che i diavoli furono veduti una volta oscurare il giorno sotto forma di un nugolo di pipistrelli. Cane, il diavolo si fece compagno di papa Silvestro II, sospetto di magia; cane apparve a Fausto, e cane fu veduto custodire tesori nascosti sotterra; caprone, si lasciò vedere nelle tregende;