Pagina:Il diavolo.djvu/7

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vii

non reale? Terribile, incoercibile è la forza delle cose che non sono, e molti fra i più poderosi fattori della storia della umanità non sono tra le cose reali, non furono, non saranno mai. Satana fu un sogno; ma un sogno che rapì nei caliginosi avvolgimenti suoi le generazioni ed i secoli.

Non lo dimentichino coloro che rimpiangono (nè io so loro dar torto) le fedi e le speranze di un’altra età, e i conforti ineffabili che ne venivano alle anime travagliate. Il sangue di Cristo fu veramente come un balsamo prezioso versato sulle ferite sanguinanti dei figli del peccato; ma dietro a Cristo c’era Satana, e nelle ferite sanguinanti Satana stillava la velenosa sua bava. Il trepido credente era come sospeso fra il cielo e l’inferno, e dal cielo si sentiva scendere in cuore una soave letizia e dall’inferno si sentiva salire al cuore un orror disperato. L’anima di lui era come questo povero nostro pianeta, che sempre ha l’una parte rivolta al sole e l’altra immersa nel bujo; essa, come quello, rotava, ed ogni suo punto passava per una perpetua vicenda di luce e di tenebra, di speranza e di terrore. Le storie dei santi e delle sante, cui arrise da ultimo il sole della vittoria, sono là a farne fede.

I santi e le sante, i campioni della fede e i martiri della carità, i meravigliosi asceti, i quali non d’altro cibo si pascono che di speranza, anime di foco appese ad un tenue raggio che scaturisce dalle profondità immensurabili dell’infinito! Dovunque io spinsi il piede sulle buje