Pagina:Il diavolo.djvu/86

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78 Capitolo terzo

vise. Parve a taluno che se tale facoltà fosse loro concessa, l’uomo sarebbe tutto in loro balía e senza possibile difesa contro le suggestioni e le tentazioni. E in vero, fate che io abbia cognizione piena e sicura dell’animo di un uomo, e quell’uomo, per poco che l’ingegno mi ajuti, io potrò governarlo a mio modo. Perciò molti affermarono che i demonii non possono veder l’animo umano, ma solo da segni esteriori argomentano quanto in esso si muove, facendo così, con accorgimento incomparabilmente maggiore, ciò che anche l’uomo può fare. Altri invece pensarono che i demonii leggessero nell’animo nostro come in un libro aperto, e di questa opinione è il principe dei teologi, san Tommaso d’Aquino. Qualcuno prese la via di mezzo.

Così Onorio Augustodunense (m. dopo il 1130) pretende che i demonii conoscano le male cogitazioni degli uomini, ma non già le buone. Fatto sta che più di un povero esorcista, mentre si affaticava a cacciare il diavolo fuori del corpo di un indemoniato, ebbe la mortificazione di sentirsi recitare coram populo dal maledetto la