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79 Il friulano nel sistema formativo del Friuli


Bibliografia). Così negli anni Sessanta le ripetute prese di posizione a favore dell’istituzione dell’Università del Friuli, ritenuta giustamente uno strumento fondamentale per il riscatto anche sociale, oltre che culturale, della popolazione friulana, si concentrano in particolare sull’istituzione della facoltà di Medicina e della facoltà di Magistero, questa seconda vista proprio come la facoltà più vicina al territorio, la facoltà della scuola.1 L’Università degli Studi di Udine, istituita con la legge statale n. 546 dell’otto agosto 1977 a seguito di una straordinaria mobilitazione popolare, recepisce questa istanza fortemente sentita nella popolazione ed è l’unica tra le università statali italiane a dover assolvere non soltanto alle funzioni di ricerca e di alta formazione, funzioni comuni a tutti gli atenei, ma a doversi porre “l’obiettivo di contribuire al progresso civile, sociale ed economico del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originari della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli” (art. 26 della legge).2

2. La normativa di tutela

Segnali di attenzione per le lingue locali da parte del Ministero per la Pubblica Istruzione – solo segnali, comunque, non atti concreti – si possono cogliere a partire dagli anni Settanta, con riferimenti al tema del pluralismo culturale, ma di un certo interesse, come opportunamente segnala Odorico Serena, è soprattutto una circolare ministeriale del 1994, la n. 73.3 Aff rontando il problema dell’integrazione degli alunni stranieri e dell’educazione interculturale, il documento ministeriale rilevava che sarebbe stato strano, quanto meno, se la scuola italiana si fosse impegnata “a studiare, capire, considerare usi, costumi, storie, spiritualità assai remote dalla nostra, e non realtà straordinariamente più vicine, ricche di elementi di grande affinità, compartecipi da tempo di valori, interessi, riferimenti giuridico-istituzionali, memorie individuali e collettive comuni, come, appunto, la realtà delle minoranze linguistiche.”

Tra le minoranze linguistiche, per altro, la circolare ministeriale cita espressamente il friulano. Stante la mancanza di una normativa statale di tutela, al tempo, il documento rimandava alle “disposizioni contenute negli statuti delle

regioni a regime speciale e negli statuti e leggi di alcune regioni a statuto ordi

  1. Ricordo, a questo proposito, gli ordini del giorno di Francesco Placereani ‘pre Checo Placerean’e di Luigi Ciceri al congresso della Società Filologica Friulana di Gemona del Friuli, nel settembre del 1965 – si veda l’ampio resoconto dello stesso Ciceri (1965).
  2. Per sostenere l’istituzione dell’Università statale del Friuli, il Comitato per l ’Università friulana di Tarcisio Petracco raccolse nei primi anni Settanta ben 125.000 firme; nello scorso 2010, del resto, l’Università ha ricordato il centesimo anno di nascita del suo Padre fondatore con una manifestazione commemorativa e una mostra fotografica, cf. Persic (2010), Vicario (2010a) e (2010b).
  3. Cf. il contributo di Serena (1996).