Pagina:Il laicismo (Riccardi).djvu/27

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E qui mi sgorga spontaneo dal cuore un plauso altissimo a quei prodi campioni della causa cattolica, i quali senza essere sacerdoti, pure a sua difesa lavorano fra noi, a Torino, in Piemonte e nell’Italia tutta, con mirabile tenacità e concordia di propositi. Essi in tempo in cui la mancanza di carattere universalmente si deplora, si mostrano superiori ad ogni umano rispetto e per mezzo delle Società Cattoliche e con i Congressi e mercè la buona stampa e in altre molteplici guise si fanno propagatori perenni delle sane dottrine e propugnatori gagliardi dei diritti della Chiesa e del Papa. Faccia Dio che il loro numero s’accresca ogni giorno più e che tutti infine coloro i quali professano sinceramente la fede cattolica, si persuadano della urgente necessità di riunirsi in poderosa falange, onde tener testa alla invadente Massoneria.

Il mondo è in preda ad immensa ed universale agitazione. Tutti si chiedono dove si andrà a finire, se continuaci così. L’origine di tutti i mali sta nell’allontanamento della società civile dalla religione. Fa d’uopo tornarvi al più presto. Clero e Laicato cattolico si uniscano e presa per mano questa povera società la riconducano in braccio alla amorosa sua madre, la Chiesa, e la società sarà salva.



VI.

Il Papa Leone XIII ed il suo Giubileo Episcopale.

Mi rimane a dire di quanto importa più di tutto.

Nel dettare queste brevi e semplici pagine, il pensiero mio stava fisso di continuo a Roma, al Vaticano, al Magno Sacerdote, il padre di tutti i